Il Massaggio Aromaterapico

Si tratta di una delle tecniche vibrazionali che si basano su una terapia olistica poiché si prefiggono l’obiettivo di liberare i blocchi emotivi attraverso la mobilitazione delle energie sottili attraverso strumenti le cui vibrazioni stimolano in particolare l’aspetto psichico del paziente.

Sebbene quasi tutti i massaggi utilizzino creme ed oli vegetali solo il massaggio aromaterapico li impiega col fine di rigenerare il campo aurico attraverso la pulizia dei chakra. Innanzitutto si propone al paziente una gamma di oli essenziali il cui profumo determinerà la sua preferenza. I profumi risvegliano i ricordi e con essi le emozioni perché non passano dalla censura della corteccia cerebrale. Per questo molti pazienti durante questo tipo di massaggio non possono fare a meno di far uscire tremori, lacrime e risate incontrollate. Le essenze penetrano con facilità la cute e si solubilizzano nei grassi della pelle e la penetrano fino a raggiungere i vasi linfatici e sanguigni per poi essere eliminate soprattutto da reni e polmoni.

L’effetto generale è quello di rivitalizzare il corpo e la mente del paziente e un buon risultato si ottiene se ci si attiene al giusto dosaggio. Infatti, soprattutto per via orale piuttosto che per applicazione esterna, un errato dosaggio può danneggiare gli organi interni. Si deve ricordare che l’aromaterapia segue il principio omeopatico secondo cui il simile guarisce il simile: infatti l’attività delle essenze è prossima alla tossicità.

Ogni olio essenziale viene estratto dalla pianta corrispondente e ognuno ha le sue proprietà chimiche poiché contiene degli specifici principi attivi:
- alcoli (linaiolo, mentolo) sono antisettici e tonificanti;
- aldeidi (benzaldeide) sono sedativi e antisettici;
- chetoni (tujone, jasmone) eliminano il muco bronchiale;
- esteri (acetato di linalile, acetato di geranile) sono fungicidi e sedativi;
- fenoli(eugenolo, timolo) sono antibatterici e stimolanti;
- ossidi (cineolo) sono espettoranti;
- terpeni (limonane, pinene) sono antinfiammatori e antisettici;

La preparazione avviene sempre diluendo l’essenza. Nel caso del massaggio la si miscela con un tipo di olio. Si può optare per l’olio di mandorle, ma anche per l’olio di germe di grano che però risulta inadeguato per chi è allergico al glutine.Il preparato va poi conservato in boccette scure che non fanno filtrare la luce e sebbene la proprietà dell’essenza riesca a durare dai due ai sei anni anche se si tiene la boccetta aperta, è necessario chiuderla sempre in quanto l’olio tenderebbe a scadere in soli sei mesi emanando un odore rancido. Per questo è comunque consigliabile utilizzare piccole boccette tenute lontano da luce, aria, umidità e fonti di calore.

Alcuni oli essenziali sono controindicati nel periodo della gravidanza, altri per chi ha tendenza a crisi convulsive, altri per chi prende dei ricostituenti, altri ancora per chi ha infezioni o traumi fisici, per esempio in caso di problemi ai reni va evitato il‘sandalo’ e in caso di tumore al seno è controindicata la ‘lavanda’. Alcuni oli hanno proprietà fotosensibilizzanti e quindi una volta applicati occorre non esporre la pelle alla luce onde evitare la comparsa di eritemi pruriginosi e pigmentazione.

Dopo la scelta del paziente, lo si fa sdraiare prono (per agire sulle emozioni passate) o supino (per agire sul tempo presente) e si versa una goccia di olio essenziale su ogni zona corrispondente ai sette chakra (per il primo chakra si versa sul coccige). Poi si contatta il campo energetico-emozionale del paziente e si inizia a massaggiare il corpo con movimenti circolari a spirale in senso orario o antiorario, basandosi sulla preferenza del paziente, stendendo la goccia d’olio essenziale attorno al primo chakra, poi si sale >al secondo, al terzo e così via. Quando le mani sentono che l’olio essenziale è penetrato nella pelle del paziente allora le si alzatogliendo il contatto fisico ma sempre rimanendo sopra il corpo del paziente compiendo movimenti circolari per pulire, attivare e riequilibrare le energie che vanno a formare il campo aurico. Infine si accarezza l’aura per staccare il contatto energetico col paziente.